Siamo noi il personaggio dell’anno per la rivista Time!!

20 dicembre, 2006

Come ogni anno, dal lontano 1927, anche per il 2006 la rivista Time ha eletto la persona dell’anno. I candidati erano molti, tra cui il presidente dell’Iran Ahmadinejad, quello cinese Hu Jintao e il dittatore nord coreano Kim Jong-II.
Alla fine il vincitore è risultato essere Noi, anzi come definito da Time Voi .

La motivazione è dovuta al fatto che con il nostro contributo attivo, in quanto produttori di contenuti, siamo riusciti a creare una democrazia digitale, riuscendo ad unirci alle social network su Internet.

Per Time la Rete è diventata una sorta di raccoglitore di argomenti provenienti dalle più diverse fonti, con il compito di diffonderli e così facendo renderli importanti.
Gli utenti sono diventati i protagonisti di Internet, scalzando i professionisti della comunicazione e gli intellettuali sofisticati.
Questo anche grazie alla diffusione di prodotti come YouTube , 100 milioni di pagine visitate al giorno, e myspace , 130 milioni di utenti nel mondo.

Per la rivista il web è diventato un enorme comunità dove tutti hanno la possibilità di esprimere le proprie idee, partecipare attivamente, fare e ricevere solidarietà.

Il magazine per rafforzare quanto scritto ha fatto pubblicare su YouTube il video sull’ assegnazione del riconoscimento.
Nella copertina sarà rappresentato uno specchio al posto del monitor, ad indicare che: “lo specchio riflette letteralmente l’idea che voi, non noi state trasformando l’era dell’informazione” Richard Stengel – Redattore Capo di Time Magazine.

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Web 3.0: uno sguardo sul web del futuro

17 dicembre, 2006

Navigando in rete e leggendo alcuni giornali (Nova, il settimanale del Sole 24 ore) è facile imbattersi di questi tempi in articoli che parlano del web del futuro: il cosiddetto web 3.0. Siamo ancora agli albori, tutto è un po’ fumoso, ma alcune indicazioni su come dovrebbe essere il nuovo Internet sono già presenti.

Si parla di un web costituito da una ragnatela di siti in grado di condividere dei contenuti, basati soprattutto sui video,dove un ruolo predominante sarà svolto dalla comunicazione personale attraverso i blog.

Viene definito web semantico e la parola d’ordine utilizzata sarà: condivisione.

Di recente l’argomento è stato affrontato nell’annuale edizione del Web 2.0 Summit, svoltasi a San Francisco. I commenti entusiasti si sono sprecati e molti, tra i quali i dirigenti di Google e Paul Allen (deus ex machina della Apple), si sono detti pronti ad investire capitali in questa nuova frontiera.
Anche il New York Times, uno dei più autorevoli quotidiani del mondo, ne ha parlato, descrivendo un web in grado di dare risposte attraverso agenti intelligenti, il cui compito è quello di generare servizi (per esempio rispondere all’utente che chiede quale è la vacanza più conveniente).

Bisogna cercare di capire se si può iniziare a parlare di web 3.0, ho più realisticamente se ci troviamo di fronte ad uno sviluppo dell’attuale web 2.0.
Forse è ancora prematuro dare per certe queste tecnologie che appaiono di terza generazione, ma ricordiamoci anche di servizi (per esempio Internet) che fino a venti anni fa erano considerati pura fantascienza e che oggi sono realtà.